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	<title>siswt.com &#187; Kali</title>
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	<description>Sito ufficiale di Sifu Carlo Bernardi</description>
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		<title>Escrima: la tecnica</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 17:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escrima]]></category>
		<category><![CDATA[Kali]]></category>
		<category><![CDATA[Machete]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.siswt.com/escrima-la-tecnica/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/logo_escrima_new-r-2g-300x225.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="logo_escrima_new r 2g" title="logo_escrima_new r 2g" /></a>

La particolarità che più colpisce dell&#8217;Escrima è che si    comincia lo studio dell&#8217;arte marziale imparando ad usare le armi da subito.    Successivamente si passa al combattimento a mani nude applicando le tecniche,    le famiglie di movimento e le tattiche di combattimento apprese con le armi.  [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft size-medium wp-image-562" title="logo_escrima_new r 2g" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/logo_escrima_new-r-2g-300x225.jpg" alt="logo_escrima_new r 2g" width="312" height="251" /></p>
<p>La particolarità che più colpisce dell&#8217;Escrima è che si    comincia lo studio dell&#8217;arte marziale imparando ad usare le armi da subito.    Successivamente si passa al combattimento a mani nude applicando le tecniche,    le famiglie di movimento e le tattiche di combattimento apprese con le armi.    Tutte le altre arti marziali cominciano sviluppando l&#8217;abilità nel    combattimento a mani nude, per anni, prima di passare eventualmente alle armi.    Questa particolarità delle FMA, è giustificata dal fatto che per    imparare il combattimento a mani nude si usano gli stessi esercizi del    combattimento armato, ponendo nella memoria fisica il fulcro di tutto    l&#8217;addestramento. Secondo i maestri filippini, avere la disponibilità    di un&#8217;arma pone in vantaggio durante un combattimento, inoltre, durante    l&#8217;apprendimento dei movimenti e delle tecniche, utilizzare un&#8217;arma focalizza    l&#8217;attenzione e velocizza i movimenti: doti che diventano utili anche nello    scontro disarmato ed indispensabili in caso si fronteggiasse a mano nuda un    avversario armato. Un&#8217;altra opinione di questi maestri, è che non ci si    riesce a difendere da certe armi (ad esempio il coltello) se non si conosce a    propria volta come usarle. Quando non si ha un&#8217;arma a disposizione (anche di    fortuna), il corpo stesso deve diventare un&#8217;arma!</p>
<p>L&#8217;arma più comunemente utilizzata per cominciare l&#8217;apprendimento dell&#8217;Escrima    è il bastone in rattan (chiamato &#8220;olisi&#8221;, &#8220;yantok&#8221; o &#8220;baton&#8221; o &#8220;baston&#8221;    a seconda dello stile), lungo all&#8217;incirca quanto il braccio del praticante, con    una lunghezza che può variare dai 45 ai 70 cm. Altri bastoni usati per    l&#8217;allenamento possono essere fatti con legni più duri e resistenti del    rattan. Si usano anche bastoni d&#8217;alluminio o realizzati in plastiche molto    resistenti. In molti sistemi si comincia con l&#8217;imparare il combattimento con    due armi, che possono essere due bastoni, due coltelli o un bastone e un    coltello (sistema chiamato &#8220;espada y daga&#8221;). Altre armi tradizionali possono    essere il bastone lungo, il bastone da pugno (pocket stick), la lancia, lo scudo,    la frusta e il nunchaku, oltre alle classiche armi da taglio filippine di medie    dimensioni accumunate a quelle malesi: bolo (è praticamente un machete),    <strong>kampilan</strong> (arma da taglio con lama rastremata verso l&#8217;impugnatura),    <strong>parang</strong> (arma da taglio con lama a foglia leggermente curvata all&#8217;interno)    e <strong>kriss</strong> (arma da taglio con lama serpeggiante che esiste anche di    dimensioni inferiori).</p>
<h2>Concetti tecnici di base</h2>
<p style="text-align: justify;">Il primo concetto tecnico su cui si fonda il Kali-Arnis-Escrima è utilizzare    gli stessi movimenti usati per il maneggio di un&#8217;arma anche per il maneggio di    armi diverse e per effettuare tecniche a mano nuda. Infatti, osservando    attentamente le dimostrazioni tecniche di vari maestri ed istruttori di Escrima,    si vede la quasi identica esecuzione della stessa tecnica, sia eseguita con un    bastone che a mano nuda: vi sono solo piccoli aggiustamenti per adeguarsi a distanze    di combattimento diverse e per sfruttare al meglio le differenti potenzialità    offerte dalla mano prensile rispetto all&#8217;arma inerte.</p>
<div><img class="alignleft" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/escrima01.jpg" alt="Allenamento con la tonfa al Quartiere Generale SISWT" width="404" height="264" /></div>
<p style="text-align: justify;">Altro concetto tipico dell&#8217;Escrima, che si differenzia da altre arti marziali    e che si ritrova solo nella scherma (e parzialmente nel Wing Chun), è    la &#8220;numerazione degli angoli&#8221;: gli attacchi vengono portati seguendo particolari    traiettorie che comunque rientrano in &#8220;zone&#8221; che delimitano la figura umana    del bersaglio. Per comprendere questo concetto, occorre immaginare la figura    umana dell&#8217;avversario divisa perfettamente a metà da una linea verticale    che attraversa tutto il corpo dalla estremità superiore della testa fino    al pavimento: questa divide il bersaglio in due parti (destra e sinistra). A    livello dell&#8217;ombelico, la figura viene di nuovo divisa in due parti da una linea    parallela al terreno: il bersaglio a questo punto, è diviso in due ulteriori    zone (alto e basso, oltre alla parte mediana corrispondente alla linea stessa).    A prescindere dal tipo di colpo (di punta o di taglio, ascendente o discendente&#8230;),    ogni attacco rientrerà in una delle quattro zone delimitate dalla linea    verticale e da quella orizzontale. Conseguentemente, i filippini hanno creato    un sistema di numerazione che identifica queste zone e l&#8217;allievo che impara le    difese dai vari attacchi, impara anche a gestire allo stesso modo qualsiasi tipo    di colpo portato in una determinata zona. Gli stili di Kali-Arnis-Escrima sono    tanti, ma tutti hanno questi quattro angoli (che diventano cinque considerando    anche quello costituito dagli attacchi portati direttamente sulla linea centrale    verticale) iniziali in comune: a seconda della scuola, questi angoli possono aumentare    tramite ulteriori differenzazioni e distinguo in 7, 12, 15, 24 o più angoli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Escrima praticato in <strong><em>AWTA</em></strong> prevede <strong>5 angoli</strong> di attacco; per noi dividere in 15    o addirittura 24 gli angoli non è buono nè utile. Come si suol dire,    <strong><em>&#8220;il più è meno&#8221;</em></strong>. Inoltre, è di importanza fondamentale    il concetto di transizione dell&#8217;arma, inteso come la possibilità di imparare    con un bastone tecniche che possano essere trasferite su qualsiasi arma o a volte    usando come arma il proprio corpo. Come nel sistema Latosa, si studiano concetti    quali il <strong>box-system</strong>, una delle colonne portanti che consiste in cinque movimenti    offensivi tra loro correlati, la <strong>V theory e la L theory</strong>.<img class="alignright size-full wp-image-631" title="Double Olisi" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/Double-Olisi1.jpg" alt="Double Olisi" width="390" height="282" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una ulteriore differenza che esiste tra arti marziali di origine cino-giapponese    e l&#8217;Escrima, è quella costituita dall&#8217;enfasi con la quale si predilige    l&#8217;insegnamento delle tecniche tramite l&#8217;esecuzione di &#8220;routines&#8221; assieme ad un    compagno, composte da esercizi ciclici, costituiti a loro volta dalla successione    delle varie tecniche fino a quel momento imparate e da ulteriori esercizi che    spingono l&#8217;allievo a &#8220;sperimentare&#8221; tecniche aggiuntive e variazioni, da    applicare su uno sche</p>
<p style="text-align: justify;">ma ciclico fisso al fine di imparare ad adeguarsi alle    mutevoli condizioni di un combattimento, aumentando la propria &#8220;sensibilità&#8221;    e la capacità di applicare tecniche d&#8217;opportunità. Questi esercizi,    che non hanno nulla a che fare con le &#8220;forme&#8221; presenti in altre discipline,    sono chiamati <strong>&#8220;Abesedario&#8221;, &#8220;Sumbrada&#8221; o &#8220;Sombrada&#8221;, &#8220;Hubud-Lubud&#8221; (lega il    nodo e sciogli il nodo), &#8220;Corridas&#8221;, &#8220;Tapi-Tapi&#8221;, &#8220;Palis&#8221;, &#8220;Contrada&#8221;, &#8220;Seguida&#8221;</strong> e con tanti altri nomi, a seconda dello stile e del particolare ambito del    combattimento per lo studio del quale si rivolgono (a lunga, media o breve distanza).</p>
<h2>Non solo armi</h2>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il Kali-Arnis-Escrima sia conosciuto soprattutto per l&#8217;uso delle armi    (soprattutto armi bianche da taglio e da percussione), in quest&#8217;arte esiste anche    un vasto repertorio tecnico nel campo del combattimento a mano nuda che copre    sia lo scontro tra opponenti disarmati, sia la difesa disarmata da attacco    armato, rendendolo uno dei sistemi di combattimento più completi nell&#8217;ambito    delle arti marziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale bagaglio tecnico viene comunemente chiamato <strong>&#8220;Pangamut&#8221;</strong> e si compone di    tre aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-625" title="Wrist Lock" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/Wrist-Lock1.jpg" alt="Wrist Lock" width="382" height="255" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è, conosciuto come <strong>&#8220;Panantukan&#8221;</strong> e riguarda l&#8217;arte di colpire e    difendersi utilizzando gli arti superiori: pugni, colpi di gomito, di avambraccio    o con la mano aperta sono l&#8217;arsenale di tecniche utilizzate in quella che in    occidente è chiamata anche &#8220;Boxe filippina&#8221;. Oltre ai colpi, sono ovviamente    previste anche tutte le tecniche &#8220;difensive&#8221;, quali le &#8220;parate&#8221; (composte da    &#8220;deviazioni&#8221;, &#8220;blocchi&#8221;, &#8220;opposizioni&#8221; e &#8220;assorbimenti&#8221;) e le posture del corpo    e delle braccia atte a consentire un attacco rimanendo protetti da eventuali    reazioni dell&#8217;avversario. Anche a mano nuda vengono utilizzati movimenti ed    approcci tattici derivati dalle tecniche studiate con l&#8217;impiego delle armi    come, ad esempio, il movimento <strong>&#8220;sinawalli&#8221;</strong> (che deriva dall&#8217;utilizzo di due    armi di uguale lunghezza, una per mano) o il <strong>&#8220;Gunting&#8221;</strong> (che prevede, in fase    difensiva, la distruzione dell&#8217;arto avversario, armato o meno, che sta portando    l&#8217;attacco), nonchè gli &#8220;spostamenti sul triangolo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo aspetto riguarda i modi di colpire con gli arti inferiori e viene    chiamato <strong>&#8220;Sikaran&#8221;</strong> (ma anche con altri nomi a seconda dello stile e dell&#8217;area    di provenienza di quest&#8217;ultimo), contemplando l&#8217;uso di calci e colpi di ginocchio.    Anche in questo caso, si studiano gli utilizzi degli arti sia per l&#8217;attacco che    per la difesa, applicando anche qui il concetto di gunting. I calci previsti    nelle arti marziali filippine possono essere di qualunque tipo, per quanto siano    quasi sempre preferiti i calci &#8220;bassi&#8221;: calci portati ad una altezza superiore    all&#8217;inguine, dai filippini sono considerati pericolosi per chi li effettua, in    quanto si prestano a pronte e decisive reazioni da parte dell&#8217;avversario, quali    una presa della</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-669" title="Double Olisi_2" src="http://www.siswt.com/wp-content/uploads/2010/01/Double-Olisi_2.jpg" alt="Double Olisi_2" width="393" height="294" /></p>
<p style="text-align: justify;">gamba calciante con conseguente sbilanciamento e proiezione, oppure    un contro-calcio che colpisce una qualsiasi delle numerose zone lasciate esposte    nel calciare (gamba d&#8217;appoggio, inguine o la stessa gamba calciante secondo gli    schemi previsti applicando il <strong>&#8220;Gunting&#8221;</strong>) o, peggio ancora, la ferita (anche grave)    della gamba calciante se l&#8217;avversario è armato di arma da taglio o da    &#8220;botta&#8221;: certamente non si vedranno mai combattenti che praticano arti marziali    filippine cercare di &#8220;disarmare&#8221; un attaccante armato di coltello o &#8220;machete&#8221;    con un calcio alla mano armata. L&#8217;ultimo aspetto è il cosidetto <strong>&#8220;Dumog&#8221;</strong> che comprende genericamente la    &#8220;lotta&#8221;, ovvero le tecniche di &#8220;controllo&#8221;, di &#8220;sbilanciamento&#8221;, di &#8220;proiezione&#8221;    e soprattutto le &#8220;leve&#8221;, le quali rivestono una particolare importanza in questa    arte marziale per il loro utilizzo anche nelle tecniche di disarmo. Anche nel campo del <strong>Pangamut</strong>, si privilegiano esercizi in coppia che sviluppano    la &#8220;sensibilità&#8221; e che sono la variante a mano nuda dei rispettivi esercizi    eseguiti anche a mano armata, soprattutto Hubud-Lubud e Sumbrada.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><em>Liberamente adattato da &#8220;Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera&#8221;</em></p>
<p><em><br />
 </em></p>


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